Teli in plastica, terra, videoproiezione
Dimensioni complessive variabili
[Photo: Giorgio Perottino. Cortesy Binta Diaw e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino]
Binta Diaw è un’artista italiana di origini senegalesi, candidata per il Premio MAXXI 2024. Tema cardine della sua ricerca è il corpo nero, la migrazione, il processo di liberazione.
Il peut pleurer du ciel è stata la prima opera commissionata e prodotta dall’Associazione Genesi a un artista ed è stata presentata per la prima volta a Torino, in occasione della mostra personale omonima alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel 2024.
Un video, concepito come una meditazione visiva sull’oceano, è proiettato sulla parete di fondo della sala. La telecamera si focalizza sull’acqua del mare e sulle onde che si formano al largo. Sullo sfondo appare in lontananza Lampedusa, terra di fantasie e ostilità al crocevia di due mondi che faticano a comprendersi. Nell’acqua appaiono masse scure, forme rettangolari allineate che fluttuano contro il vento e le maree. Queste forme sono stuoie di terra attraverso le quali l’artista evoca la ricchezza semantica dell’espressione “questa è la mia terra”, facendo riferimento alla terra che scegliamo per noi stessi, oppure quella che ci viene imposta, con particolare riferimento alla storia dell’Africa e alla sua storia coloniale. Al suolo, due grandi teli in plastica rinviano al tappeto nel video (e, al contempo, all’inquinamento delle acque) e accolgono numerose piccole sculture tra loro identiche, fatte con la terra; queste ultime intendono evocare l’attitudine occidentale a considerare identici, puri numeri, i migranti che arrivano sulle coste europee.
Binta Diaw attualmente vive e lavora a Milano. Nel 2022 è stata la prima vincitrice del premio franco-italiano Pujade-Lauraine. Tra le mostre recenti, si ricordano quelle presso: Fondazione Re Rebaudengo, Torino (2024); Madre, Napoli (2022); Centrale Fies, Dro (2022); Galerie Cécile Fakhoury, Dakar (2022); Bungalow ChertLüdde, Berlino (2022); Casa Testori, Milano (2022); Istituto Italiano di Cultura, Parigi (2022); MA*GA, Gallarate, Milano (2020), Savvy Contemporary, Berlino (2019). Nel 2024 è stata finalista del MAXXI Bulgari Prize.
